Servizio di Angiologia
e Ambulatorio per la diagnosi
e cura delle ulcere vascolari
degli arti inferiori
ASL 10 Firenze -


  Servizio di Angiologia
e Ambulatorio per la diagnosi
e cura delle ulcere vascolari
degli arti inferiori
ASL 10 Firenze -  

cell. 338-2518571

Ambulatorio I.O.T. (Istituto Ortopedico Toscano) - Firenze 055-6577269 (viale Michelangelo, 41)

 

ATTIVITA' ANTISETTICA DELL'ACQUA OZONIZZATA SU GERMI ISOLATI DA LESIONI CRONICHE DELLA PELLE

R. Polignano*, PL Vannucchi*, R. Degl’Innocenti° * Servizio di Angiologia Ospedale S. Maria Nuova ASL 10 – Firenze ° U.O. Microbiologia I.O.T. ASL 10 Firenze

INTRODUZIONE E SCOPO DELLO STUDIO.

L’uso dei disinfettanti, nella terapia topica delle ulcere croniche cutanee, è piuttosto controversa sia per la loro citotossicità sia per la mancanza di studi comparativi significativi. D’altra parte, l’uso locale di antibiotici è sconsigliato per la facile sensibilizzazione e per la possibile selezione di ceppi resistenti. Aldilà dell’efficacia degli antisettici, si può comunque affermare che questi possono prevenire la colonizzazione delle ulcere da parte di germi potenzialmente patogeni e quindi impedire l'infezione. Nella ricerca del cosiddetto “antisettico ideale”, efficace, non tossico e a basso costo, abbiamo iniziato da qualche anno ad utilizzare l’ossigeno-ozonoterapia. Il potere antisettico dell’ozono è noto già dal secolo scorso così come il suo uso nella potabilizzazione delle acque. Purtroppo alcune pubblicazioni in campo medico risalgono a molti decenni fa, con evidenti lacune di metodologia scientifica, assenza di dosaggi e delle caratteristiche degli apparecchi, molti altri sono solo segnalazioni aneddotiche. L’azione antisettica ha portato ad utilizzare tale miscela di gas anche nelle ulcere croniche degli arti, mediante l’insufflazione del gas in campane di vetro o in sacchetti di plastica posti attorno all’arto colpito. L’uso di sacchetti o campane richiede però alcune accortezze, primo l’uso di una pompa aspirante poi l’attenta chiusura dei sacchetti per evitare di superare il livello massimo di p.p.m. ammesso nell’aria e la tolleranza al forte odore del gas da parte dei pazienti e degli operatori sanitari. Questo problema sarebbe evitabile con l’utilizzo dell’acqua ozonizzata che aggiungerebbe all’azione dell’ozono anche quella meccanica della detersione. Per questo motivi abbiamo condotto uno studio in vitro che confrontasse l’azione antisettica dell’acqua ozonizzata con quella di altri noti disinfettanti, su batteri e miceti isolati da ulcere croniche degli arti inferiori nel nostro ambulatorio.

MATERIALI E METODI. Sono state utilizzate le seguenti specie isolate nel nostro ambulatorio: Gram negativi: Pseudomonas aeruginosa, Serratia marcescens, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae; Gram positivi: Staphylococcus aureus, Staphylococcus epidermidis, Streptococcus pyogenes, Enterococcus faecalis; Miceti: Candida albicans. Gli antisettici utilizzati sono stati: iodio povidone, permanganato di potassio al 2,5%, acqua ossigenata al 3% 10 vol., acqua bidistillata ozonizzata con O3 alla concentrazione di 80 mcg/ml per 20 min. Abbiamo utilizzato un “test di contatto” modificato. Per ogni germe venivano allestite cinque serie di tre provette (quattro serie per gli antisettici da testare ed una serie di controllo). Alle tre provette venivano aggiunti rispettivamente 0,5, 0,1 e 0,02ml della sospensione batterica 0,5 di McFarland del germe in esame. Ognuna delle provette veniva quindi messa a contatto con 0,5ml di disinfettante o 0,5ml di acqua bidistillata sterile per il controllo, portando così la concentrazione finale dei microrganismi a 0,5-1x108, 1-2x107 e 2-4x106 CFU/ml. Dopo 1’, 2’, 5’ e 10’ di contatto sono stati prelevati da ogni sospensione, con un’ansa sterile calibrata, 10 mcl e seminati in piastre di Agar Columbia sangue di montone al 5%. Le piastre incubate a 37°C venivano ispezionate per un’eventuale crescita a 24 e 48 ore.

RISULTATI. L’esito delle prove ha mostrato come lo iodio povidone e l’acqua ozonizzata abbiano notevole azione antimicrobica su tutti i germi in esame, con l’unica eccezione dello Streptococcus pyogenes, per il quale sono necessari 5’ di contatto ad una concentrazione di 2-4x106 CFU/ml con la soluzione ozonizzata perché la crescita venga inibita; il motivo potrebbe essere ricercato nella difficoltà che abbiamo riscontrato nel disperdere in modo omogeneo in soluzione fisiologica questo organismo che continua a presentare anche dopo vigorosa agitazione aggregati batterici sui quali è ipotizzabile una minor azione battericida del disinfettante. Scarsa l’attività dell’acqua ossigenata e del permanganato di potassio su quasi tutti i microrganismi: solo la Klebsiella pneumoniae per il permanganato di potassio e lo Pseudomonas aeruginosa per entrambi, vengono inibiti al primo minuto di contatto anche a concentrazioni batteriche elevate. Il permanganato di potassio sembrerebbe non inibire (S.aureus e S.epidermidis) o solo con tempi di esposizione uguali o superiori ai 5 minuti (E.faecalis e S.pyogenes) i batteri gram positivi. Più efficace sembra l’azione su E.coli, S.marcescens e P.mirabilis, ma con tempi di contatto comunque superiori ad un minuto; non inferiore ai 10 minuti il tempo necessario ad inibire la crescita di C.albicans. Anche per l’acqua ossigenata sono necessari generalmente tempi di contatto uguali o superiori ai 5 minuti per ottenere un’azione battericida efficace.

CONCLUSIONI. L’acqua ozonizzata sembra proporsi come un disinfettante ed un detergente meccanico ottimale, sia per la sua azione antibatterica sia per la possibilità di usarne grandi quantità a basso costo. Non si può sottovalutare, inoltre, la sua tollerabilità, anche se saranno necessari lavori specifici sull’eventuale citotossicità in vitro. Aldilà della discussione sulla validità o meno dell’uso di soluzioni disinfettanti nel trattamento delle lesioni croniche della cute, ci sembra di poter affermare che l’uso dell’acqua ozonizzata potrebbe favorire il mantenimento di un’ottimale situazione microbica dell’ulcera evitandone l’infezione. Come metodologia di applicazione potrebbe essere consigliato il bagno in vasche ad hoc con acqua ozonizzata in continuo o il lavaggio della lesione per almeno 2’. Sono auspicabili ulteriori studi clinici non solo sulle lesioni croniche della cute, ma anche sulle ustioni, situazioni nelle quali un’eventuale colonizzazione batterica potrebbe avere conseguenze particolarmente gravi.

Presentato a Siena 2-4.11.00 Congresso Internazionale: "Ossigeno-ozono terapia"